Comune di Bruino
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CENNI STORICI SULLA PARROCCHIA DI BRUINO

LE ORIGINI DELLA CHIESA DI BRUINO.

L'esistenza della Chiesa di Bruino e di un suo monastero vengono menzionati per la prima volta in quegli antichi atti riferiti ai 1011. Il monastero, una dipendenza della Abbazia della Novalesa, e tale rimasto in sua proprietà sino al 1750, forse si trovava presso l'attuale Cascina Lora, probabile contrazione del motto benedettino "Ora et labora" prega e lavora.
Parrocchiale Da alcuni documenti traspare anche l'esistenza a Bruino di una seconda chiesa dedicata alla Madonna. Essa viene menzionata in un documento dei 1386 riportante l'elenco delle chiese soggette al Vescovado di Torino, che versavano un contributo detto cattedratico. Le chiese ivi citate di Bruino sono due: San Martino e Santa Maria.

I RIFERIMENTI STORICI DELLA CHIESA.

Non si conosce con esattezza la data della costituzione della parrocchia di Bruino. Da un documento, conservato nell'archivio arcivescovile di Torino, si legge: "Anno 1489 - il 28 novembre rassegna (rinunzia ndr.) della parrocchiale di San Martino fatta da Fra Guglielmo De Dominicis di Scalenghe e collazione (consegna ndr.) al canonico di Torino Don Marco De Scalengis". Da questo dedurrebbe che la parrocchia fosse già esistente in tale anno. In altri documenti si parla di un Don Michele Vaisito, il quale prende possesso della parrocchia nel 1549.

L'ATTESTAZIONE DELLA COSTRUZIONE DELLA CHIESA.

L'attuale Chiesa parrocchiale di Bruino, dedicata a San Martino, venne eretta nell'anno del Signore 1594. Lo conferma la lapide commemorativa un tempo murata all'esterno sul portale d'ingresso ed ora all'interno del Battistero, la cui scritta in latino dice: "Carlo della Rovere, Signore di Vinovo e di Piovesi, Conte di Rivalta e di Bruino, Consigliere particolare del Serenissimo Carlo Emanuele duca di Savoia, perseguita in tutto il mondo una rettitudine sull'esempio degli antenati portati a termine vari incarichi ed importantissimi uffici in Spagna ed in Portogallo fece costruire dalle fondamenta questa chiesa a San Martino Patrono".
ANNO 1594.
Nei documenti parrocchiali esiste inoltre un inventario delle suppellettili della parrocchia, datato 19 agosto 1594, in cui si parla anche di pitture della chiesa. Altri atti riportano che "l'illustrissimo reverendissimo Monsignore Carlo Brolia, arcivescovo di Torino" compie la visita pastorale alla parrocchia dedicata a San Martino, rettore don Michele Pongino, il 15 settembre 1595. Nel verbale relativo veniva annotato che il reddito era di 50 scudi, 125 erano le "anime atte alla comunione" e che nella chiesa non si teneva il SS. Sacramento.
Nei tempi che seguirono, la chiesa ha subito parecchi rimaneggiamenti, la cui successione è di difficile ricostruzione. Di particolare rilievo, il restauro del 1826.
In quell'anno venne consacrato un altare del reverendo mons. Francesco Lombardi, vescovo di Susa, delegato dall'arcivescovo di Torino mons. Colombano Chiaverotti. Nell'ultimo trentennio le condizioni generali della chiesa si erano notevolmente deteriorate, anche per copiose infiltrazioni d'acqua a causa del tetto fatiscente. Si rese quindi necessario un ulteriore radicale restauro conservativo che venne effettuato anni 1979-1980. Durante questi lavori vennero alla luce fondamenta e tracce di costruzioni precedenti.


Battaglia della Marsaglia

Il 4 ottobre 1693 la pianura compresa tra i comuni di Piossasco, Orbassano, Volvera e Bruino fu teatro di un evento storico di notevole rilevanza: la battaglia della Marsaglia detta anche di Orbassano.
In quie campi di battaglia 65 mila soldati dei più potenti eserciti d'Europa, si affrontarono per contendersi il possesso di Pinerolo e la supremazia in Europa.
Per inquadrare storicamente la Battaglia della Marmaglia, va ricordato che a quel tempo il Ducato di Savoia era completamente assoggettato al controllo della Francia. Tutta la Val Chisone, compresa Pinerolo, era francese, ma gli eserciti di Luigi XIV, il Re Sole, transitavano liberamente anche nel resto del territorio senza neppure chiedere il consenso al Duca.
Dipinto Nel 1684, all'età di 18 anni, diventa duca Vittorio Amedeo II, ed anche se nei primi anni del suo regno è costretto a subire l'ingerenza francese, attende l'occasione propizia per liberare il Piemonte dal loro giogo.
Questa si presenta quando nel 1686 le principali potenze europee, e cioè Austria, Spagna, Svezia, Germania, Inghilterra e Olanda, si alleano nella Lega di Augusta che poi diventerà la Grande Alleanza, coalizione che nasce in funzione antifrancese, per contrastarne la politica di espansionismo.
Vittorio Amedeo lì inizia subito a prendere contatto con la Lega; agli alleati interessa avere dalla loro parte questo piccolo staterello che è il Ducato di Savoia per la sua importantissima posizione strategica e gli promettono aiuti in truppe, denaro e la riconsegna di Pinerolo. Nel 1690 il re di Francia Luigi XIV scopre i maneggi del Duca con la Lega ed ordina al suo esercito comandato dal generale Catinat di entrare in Piemonte. A questo punto il Duca firma l'accordo con la lega ed è la guerra.
Guerra che si protrae negli anni 1690 - 1691 e 1692 con varie battaglie e con esiti incerti per entrambe le parti, ma che causa gravissime devastazioni alla popolazione del posto. Pensate a questi eserciti di 20-25.000 uomini, a volte anche di più, che passando e stazionando sul territorio dovevano alimentare soldati, cavalli e muli. È evidente che lasciavano dietro di loro terra bruciata.
Arriviamo al 1693 ed il "consiglio di guerra" degli alleati, cioè i piemontesi e le potenze europee antifrancesi, decide di prendere la fortezza di Pinerolo. La città oppone una resistenza inaspettata e nel frattempo l'esercito francese del generale Catinat riceve i rinforzi dalla Francia e marcia verso Torino.
A questo punto gli alleati abbandonano immediatamente l'assedio di Pinerolo e si mettono in marcia anche loro verso Torino. Il 4 ottobre 1693 i due eserciti si scontrano nella pianura di Volvera e la battaglia viene chiamata "della Marsaglia" dal castello che si trova al confine tra Cumiana e Piossasco dove soggiornò il Catinat dopo l'evento, per stendere i suoi resoconti militari. Le fonti storiche riferiscono che le forze degli alleati ammontavano a 25.000 uomini e quelle dei francesi a 40.000.
Il territorio di Rruino fu coinvolto nell'avvenimento, in quanto la cascina "La Bruina" di via Piossasco-Rivalta 41, trovandosi nelle retrovie, divenne il centro di raccolta dei feriti e luogo di sepoltura dei morti, come ha fatto supporre l'esistenza della croce ed il ritrovamento all'inizio del secolo, di molti scheletri.
La croce, affidata alla pietà degli abitanti del posto, ha subito sicuramente molti rifacimenti, nel corso dei secoli, l'ultimo dei quali circa cinque anni fa.
La Battaglia fu perduta dai Piemontesi e dai loro alleati, ma negli anni successivi, in seguito ad accordi diplomatici, il Duca Vittorio Amedeo II, tornò ad allearsi con la Francia e nel 1697, con il trattato siglato a Ryswyk, ottenne la restituzione di Pinerolo e Casale.

Chi desidera notizie più approfondite sulla battaglia e le sue premesse storiche, potrà consultare nella Biblioteca Comunale, il libro "La guerra della Lega di Augusta fino alla Battaglia di Orbassano", che è stato stampato in occasione del tricentenario.
Chi volesse sapere di più sulla storia bruinese, potrà acquistare in Biblioteca il libro: "Bruino: Storia di Conti e Contadini" (euro 10,33), ovvero in Parrocchia il libro:
"Bruino e i quattrocento anni della Chiesa Parrocchiale" (1594-1994) (euro 25,82).

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