Stato Civile


Apertura al pubblicolunedì 9.00-13.30
martedì 9.00-12.00 / 14.00-18.30
mercoledì 9.00-12.00
giovedì 9.00-12.00
venerdì 9.00-12.00
Posta elettronicaanagrafe@comune.bruino.to.it
Telefono(+39) 011 9094455
Reperibilità (attiva solo il sabato esclusivamente per le denunce di morte)(+39) 334 8303035
Posta Elettronica Certificata (P.E.C.)demografici.bruino.to@legalmail.it
Indirizzopiazza del Municipio 3
10090 – Bruino TO
ResponsabileMonica BUSSO
OrganicoHenry TIENGO
Angela MONGELLI
Stella MARINO
Giorgia MICHELI
Assessore di riferimentoCesare RICCARDO

Servizi

Chi può fare la denuncia

La denuncia di nascita può essere resa:

  • da uno dei due genitori, se legittimamente coniugati;
  • da entrambi, se non legittimamente coniugati;
  • dal solo genitore che riconosce il figlio.

Nel caso i genitori abbiano un’età inferiore ai 16 anni, devono avere l’autorizzazione del giudice tutelare.

 

Dove si può presentare la denuncia

La denuncia di nascita si può presentare:

  • all’ospedale, entro i tre giorni successivi alla data di nascita;
  • all’Ufficio di Stato Civile del comune di nascita, entro i dieci giorni successivi alla data di nascita (se il decimo giorno è festivo la denuncia può essere effettuata il giorno successivo);
  • all’Ufficio di Stato Civile del comune di residenza della mamma, entro i dieci giorni successivi alla data di nascita (se il decimo giorno è festivo la denuncia può essere effettuata il giorno successivo).

 

Cosa serve

Per la denuncia di nascita sono necessari:

  • l’attestazione di nascita (rilasciata dall’ostetrica o dal medico che ha assistito al parto) oppure la dichiarazione sostitutiva di avvenuto parto (per chi non ha ricevuto assistenza sanitaria);
  • un documento di identità valido di chi dichiara.

 

Nome e doppio cognome

Il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere composto da uno o più elementi onomastici non superiori a tre.

Se i genitori intendono di comune accordo attribuire al neonato o alla neonata ambedue i loro cognomi, possono farlo presentandosi insieme all’Ufficio di Stato Civile per fare la richiesta contestualmente alla denuncia di nascita. Senza questa specifica richiesta, al bambino o alla bambina sarà attribuito il solo cognome paterno.
Si precisa che, nel caso sia un unico genitore a fare il riconoscimento al momento della denuncia di nascita, il cognome attribuito sarà quello del genitore stesso.

La denuncia di morte va effettuata entro le 24 ore successive al decesso.

 

Chi può fare la denuncia

La denuncia di morte può essere resa:

  • dall’incaricato delle onoranze funebri;
  • da uno dei congiunti.

 

Dove si può presentare la denuncia

La denuncia di morte si deve presentare all’Ufficio di Stato Civile del comune di decesso.

 

Cosa serve

Per la denuncia di morte sono necessari:

  • se il decesso è avvenuto nell’abitazione, il certificato necroscopico e la scheda ISTAT (a cura del medico di famiglia);
  • se il decesso è avvenuto in ospedale, in un luogo di cura o in una struttura per anziani, la comunicazione di avvenuto decesso, il certificato necroscopico e la scheda ISTAT (a cura della struttura).

L’ordinamento italiano prevede tre tipologie di matrimonio: il rito civile, il rito canonico che produce anche effetti civili e il rito dei culti acattolici.

 

Chi non può contrarre matrimonio

Non possono contrarre matrimonio:

  • le persone che non hanno raggiunto la maggiore età (il tribunale per i minorenni, su istanza dell’interessato, accertata la maturità psicofisica e la fondatezza delle ragioni addotto, sentiti il pubblico ministero, i genitori o il tutore, può ammettere per gravi motivi chi ha compiuto sedici anni);
  • l’interdetto per infermità di mente;
  • chi è vincolato da un precedente matrimonio valido agli effetti civili;
  • i nubendi legati fra loro da un rapporto di ascendenza o discendenza in linea retta all’infinito, fratelli e sorelle, zio e nipote, affini in linea retta e in linea collaterale fino al secondo grado, l’adottante e l’adottato;
  • le persone delle quali l’una è stata condannata per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra.

 

Procedura

I nubendi devono produrre formale richiesta all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza, il quale dopo gli opportuni accertamenti e dopo la firma del relativo processo verbale, procederà con l’affissione all’Albo Pretorio online del comune ed eventualmente del comune in cui è residente l’altro nubendo per otto giorni consecutivi delle relative pubblicazioni.
Nel caso in cui non siano state prodotte opposizioni, l’Ufficiale dello Stato Civile procederà al rilascio del relativo certificato dopo il decorso di tre giorni dall’ultimo giorno di pubblicazione.

 

Pubblicazioni

La celebrazione del matrimonio deve essere preceduta dalle pubblicazioni, che hanno lo scopo di rendere nota al pubblico l’intenzione di due persone bene individuate di contrarre matrimonio tra di loro.

 

Celebrazione

Il matrimonio non può essere celebrato prima del quarto giorno successivo al compimento della pubblicazione e deve essere celebrato entro i 180 giorni successivi al termine iniziale.

Il matrimonio civile viene celebrato in una sala aperta al pubblico della Casa comunale. Nel giorno indicato dalle parti l’Ufficiale di Stato Civile, alla presenza di due testimoni, dà lettura agli sposi degli artt. 143, 144 e 147 del Codice Civile e riceve da ciascuna delle parti personalmente, l’una dopo l’altra, la dichiarazione che esse si vogliono prendere in marito e in moglie e di seguito dichiara che esse sono unite in matrimonio.

Il matrimonio canonico produce effetti civili a condizione che l’atto relativo sia trascritto nei registri dello Stato Civile, previe pubblicazioni nella Casa comunale.
Non oltre cinque giorni dalla celebrazione il parroco deve trasmettere all’Ufficiale dello Stato Civile del luogo uno degli originali dell’atto con richiesta scritta di trascrizione.

 

Cessazione

Il matrimonio si scioglie con la morte di uno dei coniugi e nei casi previsti dalla legge. In modo particolare il vincolo matrimoniale può essere sciolto, o gli effetti civili del matrimonio canonico possono cessare, con il divorzio o con:

  • una convenzione di negoziazione assistita a cui i coniugi possono addivenire con l’ausilio di almeno un avvocato per parte e finalizzata al raggiungimento di una soluzione consensuale di separazione o scioglimento/cessazione;
  • un accordo avanti all’Ufficiale dello Stato Civile dei comuni di residenza dei coniugi, del comune in cui è stato iscritto e/o trascritto l’atto di matrimonio, nel solo caso di assenza di figli minori, oppure maggiori di età che siano incapaci o portatori di handicap o economicamente non autosufficienti.
Requisiti

Per potere dichiarare la costituzione dell’Unione Civile, le parti devono:

  • essere maggiorenni e dello stesso sesso;
  • non essere coniugati né uniti civilmente tra di loro o con altre persone;
  • non essere parenti né affini o adottati tra di loro;
  • essere capaci di intendere e volere;
  • non essere stati condannati per omicidio tentato o consumato nei confronti del coniuge dell’altra parte.

 

Procedura

Al fine di costituire un’Unione Civile, due persone maggiorenni dello stesso sesso devono presentare, congiuntamente, richiesta all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di loro scelta.

Al ricevimento della richiesta inizia l’iter procedurale che si divide in due fasi:

  • richiesta di unione formalizzata con un processo verbale avanti l’Ufficiale di Stato Civile;
  • costituzione dell’unione iscritta in un atto di Stato Civile.

 

Processo verbale

Nella richiesta che sarà formalizzata innanzi all’Ufficiale dello Stato Civile ciascuna parte dovrà dichiarare:

  • nome e cognome, la data, il luogo di nascita, la cittadinanza e il luogo di residenza;
  • l’insussistenza delle cause impeditive alla costituzione dell’unione;
  • lo straniero che vuole costituire in Italia un’Unione Civile deve presentare all’Ufficiale dello Stato Civile anche una dichiarazione dell’autorità competente del proprio paese dalla quale risulti che, giusta le leggi cui è sottoposto, nulla osta all’Unione Civile;
  • il processo verbale redatto dall’Ufficiale dello Stato Civile sarà da lui sottoscritto unitamente alle parti.

Nello stesso verbale viene concordata la data (non prima di quindici giorni dalla sottoscrizione del verbale stesso) in cui le parti si presenteranno per rendere congiuntamente la dichiarazione costitutiva dell’unione.

 

Costituzione

Le parti, nel giorno indicato nel processo verbale, renderanno personalmente e congiuntamente alla presenza di due testimoni, avanti all’Ufficiale dello Stato Civile del comune dove è stata presentata la richiesta, la dichiarazione di voler costituire Unione Civile.

 

Cessazione

L’Unione Civile si scioglie:

  • in caso di morte di una delle parti;
  • per volontà delle parti manifestata anche disgiuntamente all’Ufficiale dello Stato Civile del comune di residenza di una delle parti o di quello in cui è iscritta o trascritta la dichiarazione di costituzione;
  • dopo tre mesi dalla richiesta;
  • a seguito di convenzione di negoziazione assistita da avvocati;
  • nei casi previsti dalla disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio;
  • per rettificazione di sesso di una delle parti.
Requisiti

Per poter dichiarare la costituzione della Convivenza di Fatto, le parti devono:

  • essere maggiorenni;
  • essere unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale;
  • essere residenti nello stesso comune, coabitanti e iscritte sul medesimo Stato di Famiglia;
  • non essere legati da vincoli di matrimonio o da un’Unione Civile, né di parentela, affinità o adozione.

 

Procedura

Gli interessati devono presentare un’apposita dichiarazione sottoscritta da entrambi unitamente alle copie dei documenti di identità.

 

Costituzione

L’Ufficiale d’Anagrafe rilascia la certificazione anagrafica relativa alla convivenza di fatto.

 

Effetti

I conviventi di fatto:

  • hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario;
  • hanno diritto reciproco di visita e di assistenza, nonché di accesso alle informazioni personali, in caso di malattia e di ricovero;
  • possono designare l’altro quale proprio rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute oppure, in caso di morte, per quanto riguarda la donazione degli organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie;
  • hanno gli stessi diritti inerenti alla casa di abitazione;
  • hanno diritto alla successione nel contratto di locazione della casa di comune residenza, in caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto;
  • hanno diritto all’inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, qualora l’appartenenza a un nucleo familiare costituisca titolo o causa preferenziale;
  • hanno gli stessi diritti nell’attività di impresa;
  • hanno diritto all’ampliamento delle facoltà riconosciute a uno dei due, nell’ambito delle misure di protezione delle persone prive di autonomia;
  • in caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell’individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite.

La richiesta per l’ottenimento della Cittadinanza italiana è da inviare alla Prefettura di Torino.

Ulteriori informazioni sul sito della Prefettura:

 
Chi può chiedere la Cittadinanza

La Cittadinanza italiana può essere richiesta:

  • dal cittadino straniero o apolide, coniuge di cittadino italiano, quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio, se risiede all’estero, qualora al momento della adozione del decreto ministeriale, non sia intervenuto scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista separazione personale dei coniugi. I termini sono ridotti alla metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi;
  • dallo straniero del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica, e in entrambi i casi vi risiede legalmente da almeno tre anni;
  • dallo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano che risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno cinque anni successivamente all’adozione;
  • dallo straniero che ha prestato servizio, anche all’estero, per almeno cinque anni alle dipendenze dello Stato;
  • dal cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea che risiede legalmente da almeno quattro anni nel territorio della Repubblica Italiana;
  • dall’apolide che risiede legalmente da almeno cinque anni nel territorio della Repubblica;
  • dallo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica;
  • dallo straniero nato in Italia, legalmente residente senza interruzione in Italia sino al compimento della maggiore età se, prima del compimento del 19° anno di età, rende apposita dichiarazione all’Ufficiale di Stato Civile del comune di residenza;
  • dal cittadino straniero, diretto discendente di cittadino italiano emigrato all’estero, che non abbia mai rinunciato alla cittadinanza italiana, può, se residente in Italia, presentare istanza all’Ufficiale dello Stato civile per il riconoscimento del possesso della cittadinanza dalla nascita.

Regolamenti

Le disposizioni del presente regolamento sono finalizzate alla gestione delle attività della polizia mortuaria e dei servizi cimiteriali, incluse quelle sulla destinazione e uso dei defunti, sui trasporti funebri, sulla costruzione, gestione e custodia dei cimiteri e dei locali annessi, sulla concessione di aree e manufatti destinati alla sepoltura privata, sulla cremazione e in genere su tutte le diverse attività connesse con la cessazione della vita e la custodia delle salme.

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